viaggio ai confini della normalità
Scelgo di partire da Bologna verso Catania e non dalla solita Firenze per motivi biecamente pratici di costo del biglietto ed orario.
Il treno scelto per recarmi a Bologna (un intercity plus che ti plus non ha proprio niente), al mio arrivo in stazione, porta già 40 minuti di ritardo. Primo panico, superato dopo i primi quattro conti, un paio di telefonate e rassegnazione. Venti minuti d'attesa ed i minuti di ritardo diventano 80 (notevole considerato che il tempo di percorrenza della tratta si aggiri sui 60/70 minuti).
Inizia il viaggio della novella Ulisse. Prendo un treno al volo diretto alla stazione centrale per prendere altrettanto al volo un treno in partenza per Bologna. Ho il volo alle 14.30 e il treno arriverà alle 13.20 alla stazione di Bologna. Siamo a contare i minuti.
Arrivata a Bologna corro (ebbene sì, corro anch'io) verso un taxi che comprende telepaticamente il mio stato e mi carica in una frazione di secondo verso l'aeroporto. Non c'è traffico (nonostante le funeste previsioni dei miei compagni di viaggio).
Ore 13.35 check in fatto. Valigia andata. Mi rilasso.
Il peggio è passato, penso ... Illusa. Il meglio deve ancora arrivare.
Dopo una serpentina ridicola (più ridicola di quella dell'aeroporto di Catania) mi trovo a passare i controlli. Un agente mi guarda storto.
"Perchè mi guardi storto agentino? Ho solo un pc e una borsa enorme, ho l'aria stanca, un camicetta a righe e una moneta siracusana al collo! Sembro una bambina! Perchè mi guardi male????"
Noncurante di ciò che comunicavo con lo sguardo, l'agente si avvicina alla mia borsa e me la sfrega con un fascettina che poi analizza immediatamente al computer....
.... sento già le sigle di CSI...
Ho la borsa terrorista!!!! No, non lo è. L'agente deluso mi ingnora ed io mi imbarco.
Olè, penso, è fatta! Cretina.
Entro in aereo e mi accoglie un assistente di volo con un crocifisso di legno enorme appeso al collo che attira il mio sguardo "discreto". L'omino risponde al mio sguardo guardandomi a sua volta ma non negli occhi. Stavo già mandandolo a quel paese quando mi dice: "Moneta romana?"
Sorrido, percorro l'aereo ed incrocio l'hostess più annoiata del mondo che si sta mangiando le unghie e si ripassa le istruzioni di volo scritte su un foglietto (!!!!!!!)
Il terzo assistente di volo mi sistema le borse e mi fa sedere al mio posto facendo alzare una signora che solo alla fine scoprirò disabile (!!!!)
Vabbè, personale strano, ma è fatta. SI parte.
MAcchè!!!
Dopo mezz'ora di attesa, il capitano si manifesta con la sua voce maschia e calda spiegandoci che il ritardo è dovuto ad un "problemino" del bagaglio in stiva e che devono procedere pure a bilanciare l'aereo, o MEGLIO a BILANCIARE I PASSEGGERI DELL'AEREO.
A questo punto mi sono sentita nel video "Learn to fly" o ne "l'aereo più pazzo del mondo".
Gli assistenti di volo con lo sguardo di Mara Maionchi iniziano a selezionare le persone da spostare. Aventi, indietro. Alla fine, tutti indietro.
Altra attesa.
Un bimbo - seduto dietro di me - dice "ma perchè non partiamo?" e il signore seduto accanto a me..."ci faranno spingere?"
Poi, partenza quasi normale, arrivo decente. Il viaggio è finito.
Che stanchezza!!!!